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N° 009 - 2017 - Teatro e crisi

[Sommario del numero]

 

Antonella Capra

Teatro e crisi: presentazione

Abstract

Presentation of the project exploring the relationship between political and social situations and their representation in the contemporary italian theatre.

Riassunto

Presentazione del progetto di una esplorazione della relazione tra le situazioni politiche e sociali e le loro rappresentazioni nel teatro contemporaneo italiano.

Testo integrale

«Perché l’arte, come il teatro, devono sempre essere un mezzo e mai un fine. Un meraviglioso trampolino per arrivare ad altro: alla scienza, alla conoscenza, alla verità. In tutta la mia vita non ho mai scritto niente per divertire e basta, ho sempre cercato di metter dentro i miei testi quella crepa capace di mandare in crisi le certezze, di metter in forse le opinioni, di suscitare indignazione, di aprire un po’ le teste. Tutto il resto, la bellezza per la bellezza, l’arte per l’arte, non mi interessano».

Dario Fo1

1In questi ultimi anni, nel panorama del teatro contemporaneo, italiano ed europeo, si delinea un netto e rinnovato interesse per la situazione attuale di crisi che tocca il vecchio continente. Da ormai due anni è stato avviato un progetto di ricerca, intitolato appunto « Teatro e crisi » che vuole esplorare questa relazione tra la situazione politica e sociale contingente e la creatività teatrale contemporanea in Italia2. Sarà il tema di questo nuovo dossier di Line@ditoriale, che vuole dare spazio a quel teatro contemporaneo, spesso sconosciuto oltre i confini nazionali, che si occupa degli aspetti delle crisi che stiamo attraversando: crisi economica, crisi politica, crisi migratoria, crisi dei valori, tutti aspetti di una sola situazione che viene portata – in modi molto diversi – di fronte agli spettatori.

2Non è certo una novità che il teatro si faccia portavoce dei problemi che riguardano la sfera sociale; teatro politico, teatro impegnato, teatro sociale, teatro civile..., tante sono state e sono ancora le definizioni per sottolineare la tendenza artistica della produzione drammatica all’analisi e all’impegno sociale. E questo contro ogni attesa o forse allora proprio come risposta a un malessere generale che viene spesso stigmatizzato in modo scontato o iperbolico. L’attuale XXI secolo è accusato infatti di essere l’epoca del vuoto, il riflesso di una società che, ai bordi dell’abisso, deve affrontare la decadenza dei valori, l’alienazione del precariato, e che fa fatica ad integrare un’idea di futuro, sia sul piano individuale che collettivo. Forse, per capire la portata di questa crisi, che tocca ogni sfera della società, ci si deve affidare a una delle citazioni più note di Antonio Gramsci « Crisi è quel momento in cui il vecchio muore ed il nuovo stenta a nascere ». L’idea di lotta, quella stessa idea che aveva attraversato il ’900 concretizzandosi in rivoluzioni e prese di posizione anche estreme e contradditorie, ma pur sempre maturate nella consapevolezza che l’individuo deve cercare una soluzione comune per una società comune, sembra ormai essere storia passata, legata ad utopie che appartengono solo alla generazione precedente. Anche le lotte collettive che, nonostante tutto, sollevano le masse dei Paesi europei sembrano avere un impatto diverso da quello che aveva generato la rivoluzione culturale e sociale degli anni ’60 e ’70.

3Eppure, se altre forme artistiche si sono spesso chiuse in una scrittura intimista o hanno preferito le modalità rassicuranti dell’analisi poliziesca – che tutto sommato arriva a una conclusione e un chiarimento – si nota che il teatro contemporaneo e in particolare i testi della generazione degli “under 35”, – grazie alla sua natura di “arte viva” e di rito collettivo – continua ad essere il luogo privilegiato della [rap]presentazione delle problematiche coeve.

4Prova ne è il teatro di narrazione che del teatro civile precedente utilizza non solo alcune modalità di rappresentazione non classica, ma anche i luoghi alternativi alla sala teatrale tradizionale. Prova ne è anche l’intresse che gli studi teatrali, in Francia e all’estero, stanno rivolgendo alla problematica « Teatro e crisi », attraverso convegni e incontri che prendono come punto di partenza lo sguardo del teatro europeo sul loro continente, un’Europa vista come crocevia, come terra d’accoglienza, come luogo impraticabile, come causa della crisi e come errore politico, ma anche un’Europa come sogno o utopia.

5Il teatro italiano molto contemporaneo, figlio di alcune figure maggiori che hanno posto le fondamenta all’approccio politico e sociale, come Dario Fo o Dacia Maraini, per fare gli esempi più scontati, sembra inoltre aver superato la fase post-moderna o post-drammatica per riannodare il filo con la tradizione più diegetica, col piacere di raccontare spaccati di vita che servono a riflettere sulla nostra Storia. L’illustrazione della società e della sua crisi si manifestano sotto forme molto diverse, che vanno dal genere performativo alla creazione di un reale possibile o distopico, alla tragicommedia, usando spesso la chiave dell’umorismo o almeno di un certo distacco brechtiano, ponendo così lo spettatore di fronte alla rappresentazione critica della sua realtà.

6Un’altra modalità che accomuna un certo numero di testi che vogliono parlare del momento presente, è la scelta di non fornire una risposta al quesito che i personaggi si pongono. I testi di cui ci occuperemo e che sono legati al tema della “crisi”, rappresentano, criticano o immaginano la realtà, ma non si permettono di fornire una soluzione al problema posto al centro dell’azione drammaturgica. E questo non perché siano figli di un cinismo generazionale, ma perché il punto di partenza della loro indagine, la crisi e la relazione che intrattengono con lei, non lo concedono.

7Emanando dalle analisi di un gruppo di ricerca d’italinistica in Francia, il presente dossier – oltre all’analisi dei testi in questione – si interesserà agli aspetti di divulgazione dei testi – conformemente agli interessi della rivista on line Line@ditoriale. In ogni numero cercheremo quindi di valorizzare il testo oggetto di studi attraverso contributi che parlino della drammaturgia dell’autore o di altri autori che abbiano affrontato una tematica simile. Uno spazio privilegiato sarà lasciato alla traduzione dei testi: la traduzione è al centro di molte attività del gruppo di ricerca Il Laboratorio (EA 4590) e la traduzione teatrale in particolare è oggetto di studio da parte della équipe di ricercatori. Attraverso la traduzione, infatti, non solo si contribuisce alla divulgazione del testo teatrale oltre confine, ma se ne fa spesso una lettura approfondita e sensibile, che mette in luce le differenze culturali e linguistiche, per capirle meglio e per affrontarne quindi la risoluzione, sia dal punto di vista traduttologico che ideologico. Nello stesso modo, le note di regia che raccontano il processo di messa in scena, pur in ambito universitario, permettono frequentemente di mettere in luce aspetti che potrebbero passare inosservati al lettore o allo spettatore, ma che sono invece stati oggetto di interrogativi e di scelte estetiche ben precise da parte degli artisti che ne hanno dato un’interpretazione sulla scena.

8Certi che questo argomento può incontrare gli interessi di ricercatori, lavoratori dello spettacolo e autori, li invitiamo a proporci i loro contributi per alimentare il dibattito e ampliare e approfondire il campo della ricerca.

Note

1 Dario FO, Il mondo secondo Fo. Conversazione con Giuseppina Manin, Biblioteca della Fenice, Ugo Guanda Editore, Parma, 2007, p. 45.

2 Il 3 marzo 2017 è stata organizzata all’Université de Toulouse-Jean Jaurès una giornata di studi dal titolo « Teatro e crisi », intorno alla pubblicazione presso le Presses universitaires du Midi e alla rappresentazione in ambito universitario del testo di Lisa Nur Sultan Fuorigioco, in presenza dell’autrice, del traduttore e del regista. Una seconda giornata, il 10 aprile 2018, alla libreria Ombres Blanches di Toulouse ha riunito traduttori, artisti e ricercatori intorno al testo Allarmi! di Emanuele Aldrovandi. Gli atti di queste due giornate sono pubblicati nel prossimo numero.

Per citare l'articolo

Antonella Capra, «Teatro e crisi: presentazione», Line@editoriale [En ligne], N° 009 - 2017, Teatro e crisi, mis à jour le : 03/10/2018, URL : http://revues.univ-tlse2.fr/pum/lineaeditoriale/index.php?id=970.

A proposito dell'autore :  Antonella Capra

Il Laboratorio

antocapra@yahoo.fr